Maura ci fa riflettere sulla stretta connessione tra la santa cena e il ritorno di Cristo; la santa cena ci ricorda il patto che Gesù ha fatto con noi mediante il Suo sacrificio e Gesù ha detto di fare questo fino al Suo ritorno. Questi simboli ci aiutano a ricordare che le cose non saranno sempre così, ci stiamo preparando ad incontrare il nostro Signore.
L’amore di Dio ci abbraccia, ci avvolge, tocca la nostra vita attraverso vari modi. Nicole condivide una preziosa testimonianza, Dio è misterioso, ha un modo particolare di amare ognuno di noi; Dio usa vari strumenti e situazioni per dirci che ci ama di un amore incondizionato.
Quando Gesù entra nella vita delle persone le guarisce dentro.
Il pastore Giacomo attraverso il Salmo 51 ci ricorda la storia di Davide. Da pastorello a re umile e saggio, finché senza accorgersene si allontana da Dio giungendo al peccato. Il profeta Natan lo mette davanti la verità, che farà Davide? Continuerà nel suo delirio di onnipotenza, o si butterà in ginocchio e dirà: “O Signore abbi pietà di me”? Ed è quello che è successo; il salmo 51 ci racconta questa storia, che è la storia di tutti noi, il peccato ci toglie la gioia e ci allontaniamo da Dio senza nemmeno accorgercene. Davide non cerca giustificazione, nudo davanti a Dio chiede pietà, confessa la propria miseria. Davide ha la percezione della grazia di Dio 3000 anni fa, quando Gesù non era ancora venuto sulla terra; è consapevole della fragilità umana e sta dicendo: Dio fai un miracolo: crea in me un cuore puro! Questo deve essere anche il nostro grido. Guardiamo a Gesù che non solo perdona, ma ci dà la forza per vincere il male col bene, impariamo a vivere il perdono di Dio! Questo salmo ci vuole riportare alla gioia, la confessione del peccato non è per piangerci addosso, ma è per tornare alla gioia dello Spirito Santo. Gesù è venuto a liberarci dal peccato, qualunque peccato! Chiunque è onesto davanti a Dio trova un perdono completo.
Buon ascolto!
