L’uomo vive felice di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (auidio)

Allain ci fa riflettere sull’identità in Cristo. Cristiano non è un nome dato da Dio, ma dai pagani perché avevano visto l’identità di Cristo nei discepoli. Il diavolo da sempre usa l’astuzia per farci dubitare della nostra identità e farci cadere. Ma osserviamo Gesù: sapeva chi era e dove andare, attraverso la Parola conferma la Sua identità e combatte il diavolo. Dio ha usato Mosè, Abramo e oggi noi per essere suoi ambasciatori, con una propria identità: tu sei figlio di Dio, scelto e amato. Domandati: chi sei? Cosa hai, che potere hai? Cosa puoi fare? Rispondendo a queste domande comincerai a capire la tua posizione in Cristo.

Mattia aggiunge alla riflessione di Allain una domanda: qual è il tuo futuro? Se rispondiamo alle prime tre, di conseguenza rispondiamo alla quarta. Ma prima chiediamoci cosa rende la Bibbia così degna di fede? Come mai possiamo fondare sulla Bibbia la nostra vita, identità e la nostra aspettativa futura? La nostra società ha sempre basato sulla scienza la capacità di capire qualcosa, ma Dio ci ha sempre trasmesso una cosa: la rivelazione, è Dio che ci è venuto incontro spiegandosi da solo. La rivelazione ci permette di avere accesso a quelle cose che da soli non potremmo capire. Apocalisse dal greco significa rivelazione. La Bibbia, consiste nel Dio che si fa avanti perché l’uomo non sarebbe stato in grado di capire. Ultimo tassello è il fare esperienza, mettere in pratica, ecco che Dio ci viene incontro, si fa trovare. Solo che non possiamo farlo con esperimenti, ma tramite la fede. Veniamo all’Apocalisse, l’ultima risposta, se noi abbiamo capito chi siamo (figli di Dio), che cosa abbiamo (la Sua paternità e autorità in questo mondo) e se mettiamo in pratica questo, ecco che capiremo anche cosa ci aspetta. Il desiderio di Dio, il motivo per cui ci ha creati, per cui si è fatto uomo ed è andato sulla croce, è realizzare questo sogno: noi suo popolo Lui nostro Dio, abiterà con loro (Apocalisse). Quindi oggi abbiamo 4 domande a cui rispondere, se siamo piantati su queste domande, allora questa è la prospettiva degna di fede che ci aspetta, quindi teniamo sul nostro cuore queste cose e viviamo il resto della nostra vita secondo questa prospettiva.

Il pastore Giacomo ci ricorda che la fonte della nostra gioia e pace è il Signore, ma a tal fine è importante mettere in pratica la Sua Parola. Quando cammini con Gesù scopri che tutto quello che Lui ha detto è vero, e scopri che questa pace non è un’invenzione artificiale. Matteo 4 “non di pane soltanto l’uomo vivrà, ma da ogni parola che viene dalla bocca del Signore” ecco che il nutrimento della nostra fede sarà ricevere questa Parola; ogni giorno dobbiamo leggere la Bibbia e parlare col Signore, altrimenti la fede sprofonda. La Parola è Parola viva che viene a dare vita, non posso vivere con quello che ho letto 10 anni fa. Leggo, ascolto, prego, ringrazio e metto in pratica. Guardando il Salmo 119 emerge continuamente il richiamo alla gioia. Posso sentirmi abbandonato, ma so che Dio non mi abbandona mai, allora scegliamo di credere alla Parola di Dio anziché ai nostri sentimenti, anche quando è difficile. Abbiamo bisogno di essere preparati prima dell’arrivo delle difficoltà, abbiamo bisogno di avere forza nel Signore, e così la fede che hai nel Dio che non si vede, diventa la tua serenità per affrontare la difficoltà. È fondamentale che il praticare la Sua Parola sia la nostra gioia, entriamo nella gioia dei figli di Dio, che questa gioia diventi lo status del nostro modo di essere. La gioia del Signore è la tua forza!

Buon ascolto!

 

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Pubblicato in Messaggio domenicale
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